Odontoiatria e Gnatologia oggi

Odontoiatria e Gnatologia oggi

20 Giugno 2018

L’odierno Odontoiatra è ambizioso e motivato ad una continua crescita culturale; è costantemente aggiornato, notevolmente supportato dalla moderna tecnologia e dalla ricerca scientifica, che frequentemente lui stesso effettua, spesso prendendo spunto dalla sua stessa pratica clinica quotidiana. Sono innumerevoli le innovazioni consolidatesi in “nuove metodologie e tecnologie”, messe a punto da numerosi odontoiatri nei loro stessi Studi professionali. Settimanalmente avvengono in Italia decine di Congressi, Meeting, Corsi, Master, Expo merceologici ed impiantistici e la pubblicazione di libri e di numerosissimi articoli e ricerche sulle riviste del settore odontoiatrico. Ciò non permette di interrompere questa onda lunga di cultura ed innovazione che dura ormai ininterrottamente da quasi quarant’anni e che è ancora lontana dall’estinguersi.

L’Implantologia Endossea nata nella seconda metà del secolo scorso, quasi pioneristicamente, con dei “principi da falegname”, si è arricchita gradualmente sempre più di ricerca, istologia, biologia, fisica, bio-ingegneria, statistica, finalizzate anche alla rivalutazione critica e migliorativa di precedenti metodologie e sollecitata dai cambiamenti correlati alla esperienza acquisita con gli insuccessi.

Oggigiorno la Implantologia Endossea Osteointegrata è assurta a Tecnica Chirurgica di Alta Specializzazione, che utilizza basi culturali ed istologiche, metodi, principi e scopi progettuali e riabilitativi di eccellenza, impensabili solo fino a pochi decenni addietro (rialzo di seno mascellare, osteoinduzione, Dental-Scan, TC digitale 3D, Cone-Beam, riposizionamento del nervo mandibolare, etc.). I medesimi progressi scientifici, oltre a interessare tutta la scienza medica, hanno coinvolto anche altre branche odontoiatriche tra le quali la Chirurgia Parodontale, utilizzata per la terapia della malattia parodontale, finalizzata anche a indurre la ricrescita dell’osseo del distretto masticatorio (mascellare e mandibolare), andato incontro al riassorbimento patologico, in funzione dei vari gradi evolutivi della malattia parodontale. Tali metodiche possono prevedere il trapianto osseo, l’uso di biomateriali con matrice ossea suina o equina deproteinizzata, l’uso di membrane di collagene, altri materiali quali PDF (de granulazione autologa delle piastrine umane) e/o altri bio-materiali, corallo-carbonato di calcio, idrossiapatite, etc.

Anche le tecniche incruente (non chirurgiche) sono progredite notevolmente. La Prevenzione e l’Igiene Orale hanno cominciato ad avvalersi della moderna tecnologia (idropulsori, spazzolini orali elettrici e piezoelettrici, rilevatori cromatici della placca batterica, fili e scovoli interdentali, colluttori e dentifrici che sono il frutto di una ricerca sempre più avanzata, biologicamente meno aggressivi, igienicamente più efficaci, dotati di una azione micro-repair, etc.)

Così anche la Terapia Conservativa Esodontica (esodontica = terapia e riabilitazione della corona dentale dopo le specifiche terapie per la rimozione della carie e la medicazione intra-cavitaria), è passata dalle vecchie tecnologie di “rimozione a vista” del tessuto dentale patologico e cariato, che veniva prima effettuato solo con l’uso di escavatori manuali, strumenti rotanti, micromotore, turbo-trapano, etc., all’uso di metodologie isto-chimiche e tecnologiche avanzate di identificazione e rimozione (strumenti laser, piezoelettrici, etc.) e di preparazione delle cavità successivamente restaurabili con materiali innovativi ad alta caratteristiche di bio-compatibilità (vetro-ionomeri fotopolimerizzabili, resine composite con caratteristiche meccaniche e funzionali assimilabili a quelle dello smalto dentale, con elevato modulo elastico ed alta resistenza alla compressione ed alla torsione, etc.). Di converso, in passato erano spesso disponibili ed utilizzati dei materiali merceologici scarsamente bio-compatibili, talvolta con grado medio-elevato di tossicità, pertanto, talvolta dannosi più della stessa carie dentale (silicati, resine acriliche, amalgame d’argento e mercurio, etc.).

Infatti, l’odontoiatria oggi ha a disposizione delle risorse tecnologiche ed impiantistiche che permettono una “rimozione controllata” del tessuto dentale affetto dalla carie (detector che permettono la identificazione dei tubuli dentinali infiltrati, la microscopia elettronica, l’ozono-terapia, la laser-terapia, etc.). Anche la Riabilitazione Coronale dei denti, oggi avviene con metodi e materiali merceologici innovativi, che permettono una notevole durata ed una resistenza quasi sovrapponibile a quella dei denti naturali, garantendo inoltre un “effetto estetico camaleonte”. Ciò permettendo che un dente curato non sia più riconoscibile dagli altri denti sani contigui (intarsi in ceramica o altri materiali innovativi, compositi di nuova generazione, etc.).

Ciò ha una valenza ragguardevole soprattutto nei settori anteriori della bocca, in cui per evidenti motivi estetici deve essere dedicata una particolare attenzione cosmetologica, per garantire dei risultati ineccepibili e d’eccellenza. Anche la Terapia Endodontica si è gradualmente dotata di mezzi tecnologici, metalli, metodi e materiali, che permettono all’odontoiatra di effettuare una perfetta strumentazione e misurazione dei canali radicolari (misuratori elettronici, radiologia endorale, etc.), ove si trovano i nervi (plesso vasculo-nervoso), una eccellente detersione e sagomatura del canale (strumentario canalare in nichel-titanio, mezzi ultrasonici, etc.), ed una perfetta chiusura e sigillatura periapicale (otturatori endodontici termoplastici, etc.).

Le Riabilitazioni Conservative e quelle Protesiche con metodi, mezzi e materiali altamente tecnologici e di nuova generazione, spesso servono a completare anche l’opera terapeutica dell’endodontista. Infatti, ogni terapia endodontica deve essere conclusa con una Riabilitazione Esodontica Conservativa della corona dentale e/o con Riabilitazione Protesica, con una delle tecniche riportate in precedenza. Anche la Terapia Ortognatodontica ha abbandonato quasi completamente i vecchi, più invasivi e più traumatici metodi e mezzi terapeutici del passato (cementi, bande, maschere, etc.), conquistando una nuova posizione di Eccellenza sia nella merceologia che nella metodologia terapeutica (brackets anche con effetto camaleonte, fili ortodontici con effetto memoria, terapia funzionale, ortodonzia invisibile, etc.), ed ha imparato anche ad utilizzare determinate potenzialità terapeutiche insite nello stesso Apparato Muscolare, che avvolge e rende funzionale tutto l’Apparato Stomatognatico (masticatorio). Sfruttando tale “energia biologica” ha consentito l’esordio della “Terapia Ortodontica Funzionale”.

La Ortognatodontia Moderna ha anche imparato ad utilizzare il computer in ogni fase terapeutica, fin dalla fase progettuale della terapia di ogni singolo Caso Clinico, soprattutto aprendosi sempre più alle metodiche della “Ortodonzia Invisibile” (con mascherine trasparenti, vedi oltre). Ciò avviene quasi anche con la Cefalometria con una “impostazione quasi ingegneristica”, misurando angoli e distanze tra i vari punti identificativi e significativi di repere anatomica del cranio, pertanto del mascellare superiore, della mandibola, dell’osso joide, etc. (punti cefalometrici identificati e misurati secondo le varie metodiche ortodontiche), valutati sulle immagini Radiografiche (Rx) acquisite con tecniche digitali, su ben precise proiezioni (rigorosamente con l’uso del craniostato) ed angolazioni radiologiche del cranio (proiezione latero-laterale destra, proiezione postero-anteriore, proiezione sub-mento-vertice), con minima esposizione alle radiazioni ionizzanti, all’occorrenza anche con grafica tridimensionale. L’Ortodonzia Invisibile, è un sistema metodologico avanzato che si avvale terapeuticamente di una serie di aligner (mascherine) trasparenti, opportunamente progettati sui modelli virtuali delle arcate dentali del Paziente, su cui gradualmente viene modificato in laboratorio e sequenzialmente migliorato l’allineamento dentale, rispetto a quello precedente e patologico. Gli aligner (mascherine) trasparenti, gradualmente procurano nella bocca del Paziente l’allineamento dentale definitivo, “fino alla norma”.

E’ un rimedio personalizzato per l'allineamento dei denti, in cui ciascun singolo movimento migliora gradualmente l’allineamento dentale ed il sorriso del Paziente, in modo delicato, fino al risultato finale. Una volta confermata la fattibilità del trattamento e la idoneità terapeutica del Paziente -in fase progettuale e pre-terapeutica-, verranno acquisite fotografie, radiografie e scansioni digitali dei denti e della bocca, creando dei modelli dentali.

Successivamente vengono realizzati una serie di aligner personalizzati, da indossare tutti i giorni, da cambiare autonomamente mediamente ogni settimana. Le visite ortodontiche successive avverranno sia per monitorare i progressi terapeutici che per ricevere i nuovi aligner. Al termine del piano di trattamento sarà necessario utilizzare delle contenzioni ortodontiche - i retainer - per preservare da eventuali recidive, preservando così i risultati ortodontici ottenuti. Le odierne strategie ortodontiche, ma anche quelle riabilitative e protesiche, consentono di effettuare una simulazione pre-terapeutica, dei risultati estetici e funzionali ottenibili (set-up, mockap, etc.), garantendo così al Paziente di acquisire una maggiore motivazione a comprendere e ad accettare tali terapie (fidelizzazione e compliance).


La Riabilitazione Protesica ha abbandonato i vecchi materiali merceologici del passato, ancorchè talvolta ancora oggi validi - approdando a materiali merceologici di nuova generazione, a metalli altamente biocompatibili (titanio, oro-platino, etc.), alla “ceramica integrale” con tecniche free-metal, allo zirconio, alle protesi adesive (Maryland Bridge, California Bridge, etc.), agli intarsi (inlay, onlay), alle faccette adesive (denti anteriori con discromie, dimorfismi, estese lesioni, diastemi, etc.), alla protesi fissa su Impianti Endossei Osteointegrati, ed a quella mobile che oggigiorno è anch’essa ancorabile agli Impianti Endossei a carico immediato (soprattutto nell’arcata inferiore, ove è più probabile la instabilità della protesimobile).

Nel 1934 James Costen - che era un’otorinolaringoiatra americano - mise in correlazione alcuni sintomi di sua competenza specialistica (capogiri, acufeni, otalgia, ipoacusia, etc.) con delle alterazioni anatomiche e funzionali dell’occlusione dentale (occlusione = rapporto di chiusura dei denti opponenti delle due arcate dentali) e della relazione intermascellare (cranio-mandibolare) dei suoi Pazienti. Costen notò che ciò si accompagnava ad ulteriori segni e sintomi presenti nella funzione dell’Apparato Masticatorio (rumori e dolori articolari delle due A.T.M Articolazioni-Temporo-Mandibolari, limitazione dei movimenti mandibolari e della apertura della bocca, etc).

Lo Studioso diede il Suo nome a tale forma patologica , definendola “Sindrome di Costen”. Negli anni successivi molti Clinici, molte Associazioni Gnatologiche e molte Università, si sono occupate di approfondire gli studi iniziati da Costen e la ricerca scientifica in tale campo. Si sono avvicendate varie Teorie Etiopatogenetiche e altrettanti metodi terapeutici che hanno condotto alle odierne conoscenze ed acquisizioni terminologiche e scientifiche, circa quella che in passato veniva comunemente definita come “Sindrome di Costen”. Da alcuni anni è stata codificata una specifica terminologia internazionale, che fa riferimento a questa patologia definendola con il termine Disfunzione Cranio-Mandibolare, ovvero Mandibolare.

Tale disfunzione esibisce un coinvolgimento clinico, patologico e sintomatologico dell’intero distretto osseo, articolare=A.T.M., e muscolare su cui insiste. La sua polisintomatologia è caratterizzata anche da tensioni e dolori muscolari cranio-facciali, limitazione funzionale mandibolare, rumori articolari delle A.T.M. e suoi dolori funzionali e/o a riposo, disturbi e/o algie alla deglutizione, a volte anche allo sbadiglio, al canto, etc. Talvolta tale disfunzionesi accompagna ad una sintomatologia simile a quella frequente in molte patologia O.R.L., con capogiri, otalgia, etc. Oggi tali disfunzioni, vengono diagnosticate con l’uso di “Protocolli Diagnostici” codificati che fanno uso di un modernissimo approccio di semeiotica convenzionale, che è il metodo con cui il medico-odontoiatra conduce preliminarmente una indagine diagnostica. Tale protocollo fa uso dell’Anamnesi (indagine della storia clinica e delle cause della disfunzione), dell’acquisizione di informazioni sul corredo sintomatologico, con l’uso di alcuni Test Intercettivi e Test Diagnostico Differenziali, pervenendo ad una “Diagnosi Preliminare”.

Tale diagnosi viene successivamente approfondita, quantificata e qualificata con un approccio Diagnostico Strumentale che grazie all’uso di modernissime e sofisticate metodiche diagnostiche, quali la Elettromiografia (E.M.G.), la Sonoartrografia (E.S.G.), la Elettrognatografia (E.G.G.), la Radiologia (RX con OLTP), la Tomografia Assiale Computerizzata (T.A.C.), la Risonanza Magnetica Nucleare (R.M.N.), l’Assiografia (A.G.), la Termografia, etc, permette di effettuare e documentare e qualificare tale diagnosi, permettendone anche un qualificato monitoraggio durante lo svolgimento terapeutico, che avviene anch’esso con mezzi e metodi di alto profilo tecnologico.

La terapia dei casi clinici meno complessi, prevede tecniche reversibili, pertanto, non chirurgiche, con uso di Placche di Riposizionamento, D.R.O.A.A., Twin Block, etc., nonché della Fisioterapia, della Magnetoterapia, del’Elettroterapia (T.E.N.S., Magnetoterapia, ultrasuonoterapia, ozonoterapia, laserterapia, etc.), della Gimnoterapia, della Logopedi all’occorrenza dell’Artrocentesi e della Terapia di Finalizzazione, etc. Per i casi clinici più avanzati, complessi o cronicizzati sarà necessario ricorrere alle Terapie Chirurgiche (C.M.F.), altamente specialistiche (Artroscopia, sostituzione di menisco rticolare, artroprotesi delle A.T.M., etc.).

L’Entusiasmo, la Passione, la Ricerca, il Successo e la Gratificazione Professionale che l’Odontoiatria e l’Odontoiatra dei nostri giorni dedicano al ruolo diagnostico, prognostico e terapeutico, sono finalizzati all’Eccellenza della prestazione, che oggi può essere offerta ai Pazienti dalla Sanità svolta negli Studi Privati ove le Tecniche, le Dotazioni Impiantistico-Strumentali, l’Igiene, la Sterilità, l’Organizzazione Ergonomica, la Sicurezza, non temono confronti e non hanno nulla in meno rispetto alle più accreditate Strutture Pubbliche Sanitarie. Tale Prestazione avviene però con “Metodo Personale e Personalizzato” ed il “Rapporto Umano” che ne consegue rappresenta un’ulteriore valore aggiunto a tali Prestazioni Odontoiatriche, Qualificate e d’Eccellenza.

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